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2026-10-17 Maddalena Iuliano

Uno spazio per te: un percorso individuale di yoga, respiro e rilassamento a Osogna

Ci sono momenti in cui anche ciò che dovrebbe farci stare bene rischia di diventare un altro impegno da incastrare. Questo articolo nasce da una riflessione semplice: forse non abbiamo sempre bisogno di fare di più, ma di capire meglio di cosa abbiamo bisogno davvero. Da qui nasce anche Ritrovare Spazio, il mio percorso individuale di yoga, respiro e rilassamento

Uno spazio per te: un percorso individuale di yoga, respiro e rilassamento a Osogna

Ci sono periodi in cui aggiungere un altro impegno alla settimana è l’ultima cosa di cui sentiamo il bisogno.

Anche quando si tratta di qualcosa che, in teoria, dovrebbe farci stare bene.

Una lezione. Un corso. Una pratica da seguire. Un appuntamento da inserire tra tutto il resto.

A volte persino il benessere rischia di trasformarsi nell’ennesima voce della lista delle cose da fare.

Fare yoga. Respirare meglio. Meditare. Rilassarsi. Prendersi cura di sé.

Tutte cose preziose. Ma cosa succede quando iniziamo a viverle come piccoli compiti da portare a termine?

È una domanda che mi accompagna spesso anche nel mio modo di insegnare.

Con il tempo mi sono accorta che credo sempre meno nella pratica “giusta” in senso assoluto, e sempre di più nella pratica che, in quel momento, può essere davvero adatta a quella persona.

Non sempre abbiamo bisogno della stessa cosa

Ci sono giorni in cui il corpo chiede movimento.

Altri in cui stare cinque minuti distesi può essere già tantissimo.

A volte sentiamo il bisogno di respirare più profondamente, altre di sciogliere le spalle, muovere la schiena o semplicemente stare in silenzio.

Eppure spesso affrontiamo la pratica partendo dalla domanda opposta:

“Che cosa dovrei fare?”

Forse potremmo provare a sostituirla con:

“Di che cosa ho bisogno oggi?”

Sembra una differenza piccola, ma cambia molto.

Perché non ci porta subito nella logica del fare, ma prima in quella dell’ascolto.

Come sto respirando?

Dove sento più tensione?

Ho bisogno di movimento o di rallentare?

Mi farebbe bene sciogliere il corpo oppure fermarmi qualche minuto?

Sono domande semplici, ma non sempre ci diamo il tempo di porcele davvero.

Non sempre il benessere passa dalla prestazione

Anche nel mondo dello yoga e del benessere può insinuarsi, quasi senza accorgercene, una certa idea di prestazione.

La posizione dovrebbe essere fatta bene.

Il respiro dovrebbe essere più profondo.

La mente dovrebbe essere calma.

La pratica dovrebbe “funzionare”.

Dovremmo essere costanti.

Dovremmo sentirci subito meglio.

Ma il corpo non ragiona per doveri.

Ci saranno giornate in cui una pratica ci sembrerà fluida e naturale.

Altre in cui anche pochi minuti saranno faticosi.

Ci saranno momenti in cui il respiro si aprirà facilmente e altri in cui sentiremo solo stanchezza o tensione.

Anche questo fa parte della pratica.

Per me lo yoga non è uno spazio in cui dimostrare qualcosa, ma un luogo in cui tornare ad ascoltare ciò che c’è.

Non quello che dovrebbe esserci.

Non quello che vorremmo provare.

Ma quello che, quel giorno, il corpo porta con sé.

Un piccolo esperimento da provare questa settimana

Prima di iniziare una pratica — oppure alla sera, quando rientri a casa — prova a fermarti un minuto.

Senza fare subito qualcosa.

Appoggia i piedi a terra.

Lascia andare un po’ le spalle.

E chiediti:

Se non dovessi seguire un programma, che cosa sceglierebbe il mio corpo adesso?

Poi osserva.

Forse sentirai il bisogno di allungarti.

Forse di respirare più lentamente.

Forse di sdraiarti con le gambe sollevate.

Forse di muovere dolcemente il collo o la schiena.

Forse di restare semplicemente ferma.

Scegli una cosa sola.

Anche molto piccola.

E concedile cinque minuti.

Non venti.

Non un’ora.

Cinque minuti.

Alla fine non chiederti per forza se “ha funzionato”.

Piuttosto osserva se qualcosa è cambiato.

Forse il respiro è un po’ più morbido.

Forse le spalle sono meno tese.

Forse hai sentito meglio la stanchezza che stavi portando.

Forse niente di eclatante, ma un piccolo spostamento sì.

E a volte basta questo.

La pratica personale non è una copia della lezione

Possiamo partecipare a tante lezioni, conoscere molte posizioni e ricevere molti stimoli. Ma poi, nella vita quotidiana, può capitare di non sapere cosa scegliere davvero quando sentiamo il bisogno di fermarci un momento.

Per me una pratica diventa veramente personale quando iniziamo a riconoscere:

“Questo, in questo momento, mi aiuta.”

Può essere una posizione semplice.

Un esercizio di respirazione.

Un movimento lento della colonna.

Una pratica Restorative.

Un momento di quiete.

Qualche minuto di mobilità.

Un piccolo gesto di cura.

Non serve avere una sequenza perfetta.

Serve piuttosto costruire, poco alla volta, una pratica che abbia senso per sé.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi interessa di più nel lavoro individuale.

Perché proporre un percorso individuale

Il lavoro individuale permette qualcosa che in un gruppo, per sua natura, è più difficile.

Permette di non dover seguire il ritmo di qualcun altro.

Ogni incontro può partire da un’intenzione, ma lasciare spazio a ciò che emerge in quel momento. Possiamo cambiare direzione, fermarci di più su una respirazione, dedicare più tempo al rilassamento, adattare una pratica, semplificare.

È proprio da questa idea che è nato Ritrovare Spazio, il percorso individuale che propongo nel mio spazio a Osogna, facilmente raggiungibile da Bellinzona, dalla Riviera e dalle principali valli della zona.

Non volevo creare semplicemente una serie di lezioni private.

Mi interessava offrire uno spazio in cui la pratica potesse essere costruita davvero sulla persona, senza dover decidere in anticipo “che cosa fare”, ma lasciando che siano i bisogni e interessi a orientare il lavoro.

A seconda della persona, delle esigenze e del tipo di percorso scelto, gli incontri possono includere:

  • Hatha Yoga dolce
  • Yin Yoga
  • Restorative Yoga
  • respirazione e pranayama
  • rilassamento
  • mindfulness
  • mobilità e movimento consapevole
  • yoga per il viso
  • Metodo REME®
  • sessioni individuali di Access Bars®
  • Energetic Facelift™
  • Body Processes di Access Consciousness®

Non significa utilizzare tutto insieme.

Il percorso non nasce per “fare più cose”, ma per creare uno spazio personalizzato in cui scegliere solo ciò che può essere davvero utile e sostenibile in quel momento.

Il valore della continuità

C’è una differenza importante tra fare un’esperienza una volta e concedersi un tempo più disteso per capire che cosa accade davvero nel corpo e nella pratica.

Per questo Ritrovare Spazio è pensato come percorso.

La continuità permette di osservare meglio.

Permette di comprendere che cosa aiuta davvero e che cosa, invece, non è adatto a quel momento.

Permette di modificare la proposta strada facendo.

Permette di costruire maggiore familiarità con alcuni strumenti semplici, da poter poi riprendere anche a casa.

Quello che mi interessa, infatti, non è soltanto offrire un’ora piacevole.

Mi interessa che, nel tempo, una persona possa riconoscere più facilmente quali pratiche sente utili e trovare modi semplici e accessibili per prendersi cura di sé anche nella quotidianità.

Se vuoi vedere come è strutturato il percorso, le diverse formule e le modalità degli incontri, puoi trovare tutte le informazioni nella pagina dedicata a Ritrovare Spazio.

Uno spazio semplice, raccolto, reale

Anche il luogo in cui propongo questi incontri racconta qualcosa di questa idea.

Non è una grande sala e non vuole esserlo.

È uno spazio privato a Osogna, semplice e raccolto, che preparo per accogliere una persona alla volta.

Mi piace l’idea che non servano luoghi perfetti per fermarsi davvero.

Serve piuttosto uno spazio curato, tranquillo, in cui sentirsi a proprio agio.

Anche per questo il percorso rimane individuale: posso adattare ogni incontro con più libertà e lasciare che il lavoro prenda forma con gradualità, nel rispetto della persona e dei suoi tempi.

A volte, prima di aggiungere, può essere utile togliere

Quando sentiamo che ci manca qualcosa, il primo impulso è spesso quello di aggiungere.

Una nuova abitudine.

Una nuova tecnica.

Una nuova routine.

Un nuovo corso.

A volte, invece, può essere interessante chiederci:

Che cosa posso togliere?

Un po’ di fretta.

L’idea di dover fare tutto bene.

La pressione di essere costante a tutti i costi.

Una pratica che non sentiamo davvero nostra.

L’abitudine a ignorare continuamente i segnali del corpo.

La cura di sé non deve necessariamente occupare altro spazio nella giornata.

A volte comincia proprio così: facendo un po’ di spazio.

Ritrovare Spazio

Ritrovare Spazio è il mio percorso individuale dedicato agli adulti che desiderano avvicinarsi allo yoga e al benessere in modo personale, graduale e non performativo.

Gli incontri si svolgono individualmente nel mio spazio a Osogna e vengono costruiti progressivamente sulla persona, intrecciando strumenti diversi a seconda delle esigenze e del momento.

Sono disponibili percorsi di diversa durata, così che ciascuno possa scegliere il tempo che sente più adatto.

Se senti il desiderio di ritagliarti uno spazio per rallentare, ascoltare il corpo e prenderti cura di te in modo semplice e concreto, puoi leggere tutti i dettagli e le formule disponibili qui:

Scopri il percorso Ritrovare Spazio

Una piccola domanda da portare con te

Prima di chiudere questa pagina, puoi fermarti un istante e chiederti:

Se oggi avessi davvero uno spazio solo per te, di che cosa avresti bisogno?

E forse, ancora prima:

che cosa potresti lasciare fuori, anche solo per un momento?

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